UNA BELLA CURA DIMAGRANTE

 

L’edizione digitale del Corriere della Sera  di giovedì quindici marzo riporta un lungo, e molto interessante, articolo sulla crisi economica del Partito Democristiano dovuta alla débâcle subita alle ultime elezioni politiche.

Secondo il giornalista Claudio Bozza, che firma il pezzo, il danno per le casse della formazione politica con sede a Roma, in via Sant’Andrea delle Fratte 16, derivante dai mancati versamenti di quote dei parlamentari sarebbe di 19,5 milioni di Euro.

Ciò sarebbe dovuto al fatto che gli eletti dello scorso quattro marzo sono stati 165, contro i 378 della passata legislatura: un saldo passivo di meno 213, tra deputati e senatori, pari a meno 56,35 per cento, che costringerà i sedicenti democratici alla “cura dimagrante”.

In soldoni, siccome ogni parlamentare versa al partito Euro 1.500,00 mensili, si passerà da Euro trentaquattro milioni a “soli” 14,8 milioni di contributi per l’intero periodo di questa legislatura: un notevole salasso per le casse della cricca renzista.

Naturalmente il riferimento non è ai singoli politicanti che albergano nella cricca renzista, il cui appannaggio non verrà intaccato da questa “emergenza”, ma ai dipendenti dislocati nelle varie sedi, ed alle stesse che dovranno calare di pretese.

E’ chiaro, infatti, che l’affitto da oltre mezzo milione di Euro per il Collegio del Nazareno diventa impossibile da onorare, così come avviene per la pigione di molte delle filiali sedicenti democratiche dislocate in giro per l’Italia.

Si assisterà alla lenta e progressiva scomparsa, dai territori, di circoli e federazioni del Partito Democristiano: non possiamo che prenderne atto con molto piacere, nella speranza di vedere questo progetto naufragare definitivamente al più presto.

Infine, i soloni del Nazareno sanno benissimo che, nell'eventualità del ritorno alle urne entro l'anno causato dell'ingovernabilità del Paese, il Piddì verrebbe definitivamente travolto dalle armate pentastellate.

Per questo, malgrado fino ad ora tutti i dirigenti si siano spesi per dichiarare la propria indisponibilità a qualunque governo - come scrive Maria Teresa Meli sull'edizione telematica del Corriere della Sera di giovedì quindici marzo - «il “no” del Partito democratico sta rapidamente trasformandosi in un “ni”», soprattutto dopo le offerte arrivate dai grillini in questi giorni.

 

Bosio (Al), 04 aprile 2018

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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